Pabita (nome modificato) si trova a CASANepal da qualche mese e finalmente si sente serena nel raccontare la sua storia alle operatrici della struttura.

“Tutto andava bene prima del matrimonio. Ho finito la scuola diplomandomi senza ritardo e con ottimi voti. Quando mi sono iscritta al college avevo 17 anni e sognavo di andare all’università”.

Pabita, purtroppo, non è riuscita a realizzare il suo sogno. Al primo anno di college, infatti, incontra Nishant, un ragazzo di buone maniere, affascinante, di qualche anno più grande di lei. I due giovani si innamorano quasi subito, ma hanno timore di raccontare dei loro sentimenti in famiglia e così decidono di scappare. Si sposano e a quel punto, come sempre accade per tradizione, i genitori accettano la coppia e dopo poco Pabita va a vivere a casa dei suoceri.
“Sin dal primo momento che vi ho messo piede però ho capito che era un ambiente ostile. La casa, modesta sia in dimensioni che in arredi, era già sovraf ollata prima del mio arrivo. Ci abitavano, infatti, mia suocera con mio suocero e la sua seconda moglie, ed i miei cognati. Vivevano tutti sotto lo stesso tetto, condividevano ogni cosa, ma in realtà non andavano d’accordo tra loro. Mio suocero spesso alzava le mani su entrambe le mogli.”
La nuova famiglia di Pabita aveva condizioni economiche piuttosto modeste. Suo marito aveva studiato, ma non era mai riuscito a trovarsi un lavoro.
“In realtà un impiego lo avrebbe facilmente trovato, ma non lo ha mai cercato seriamente. Si lamentava che, lavorando saltuariamente, non riusciva a guadagnare abbastanza per mantenerci, ma poi, quel poco che portava a casa, lo spendeva a bere con gli amici”.
Il marito di Pabita inizia a bere regolarmente, tanto da sviluppare una vera dipendenza da alcool.
“Ha iniziato a trattarmi male, ad insultarmi, a darmi spinte, schiaf i. Quando beveva troppo mi tirava i capelli. Ed anche i miei suoceri iniziarono ad avercela con me, ad incolparmi che se il figlio era diventato un alcolista era colpa mia.”
Nonostante la situazione difficile, Pabita dà alla luce dei figli, un maschio ed una femmina. Quando l’ultimogenito ha solo pochi mesi, Pabita decide che non può più andare avanti così e dopo l’ennesima lite furibonda si rivolge al Centro distrettuale dedicato alle violenze (OCMC - OneStop Crisis Management Center). È lì che le propongono di iniziare il percorso a CASANepal.
“Non riesco ancora a credere quanto diversa sia la mia vita rispetto a qualche mese fa. Non ho più paura che botte ed insulti mi piombino addosso all’improvviso, senza un motivo. Anche i miei figli sono cambiati. Sono finalmente sereni, mangiano regolarmente e giocano con altri bambini della loro età. Mi sento così piena di vita che partecipo a tutti gli incontri e alle attività che mi propongono a CASANepal. Ho appena finito il corso di estetista, sono molto fiera di avercela fatta!”.

Pabita starà ancora qualche tempo a CASANepal e sta decidendo cosa fare. Vorrebbe rimanere a vivere nelle vicinanze di CASANepal, così da poter portare i bambini qui all’asilo e andare a lavorare.