Un anno di sfide per i bambini e i ragazzi dello Shelter di Neev in India
Buone notizie dallo shelter di Neev: tutti i ragazzi della 10a e della 12a classe hanno superato gli esami scolastici con buoni risultati.
Un traguardo raggiunto con impegno e costanza: dei ragazzi in primis, degli operatori che ogni giorno si dedicano alla loro crescita, ma anche di tutti coloro che, attraverso le donazioni, li sostengono e li supportano a distanza.
Gli ingredienti? Frequenza scolastica regolare, studio quotidiano, lezioni di recupero al mattino e al pomeriggio, supporto personalizzato per chi fa più fatica. I bambini più piccoli hanno seguito lo stesso ritmo, con attività di lettura, fonetica, comprensione e progetti scolastici che hanno scandito le loro giornate.
Un importante aiuto è arrivato grazie all’attivazione del laboratorio di informatica, finalmente completato e attivo. Per molti bambini era la prima volta davanti a un computer, ora stanno imparando a scrivere, a cercare informazioni, a capire come funziona il mondo digitale.
Accanto allo studio, lo sport ha avuto un ruolo fondamentale. I ragazzi hanno praticato calcio, cricket e Kho Kho (uno sport tradizionale indiano, un gioco di squadra in cui un gruppo di giocatori corre per evitare di essere toccato dagli avversari, mentre altri, seduti in fila, si alternano rapidamente per dare il cambio ai compagni che inseguono), con due di loro che hanno partecipato ai campionati del Maharashtra a livello statale, conquistando il terzo posto.
Dentro questo quadro fatto di numeri, attività e progressi, c’è una storia che ha segnato profondamente quest’anno: quella di Roshan.
Roshan è arrivato allo shelter con un passato troppo pesante per la sua età: un padre malato di HIV, un fratello maggiore in lotta con la dipendenza, una madre che lavorava quanto poteva, ma non riusciva a garantire la necessaria sicurezza economica.
A Neev Roshan ha trovato una routine semplice: colazione, scuola, gioco, qualcuno che lo chiama per nome: una normalità che per lui era già un cambiamento enorme.
Poi è arrivato il dolore alla schiena, le visite, la diagnosi che ha messo tutti in allarme: un tumore vicino alla colonna vertebrale. È stata necessaria una lunga e impegnativa operazione, seguita da un percorso di riabilitazione ancora più delicato: giorni di esercizi, di fatica, di paura, ma anche di incoraggiamenti e presenza costante. La scuola non si è fermata: appena è stato possibile, lo shelter ha attivato l’home schooling e Roshan ha potuto continuare a studiare e restare in contatto con i suoi compagni, con i suoi tempi e senza rischi per la sua ripresa.
Oggi Roshan cammina quasi normalmente, partecipa alle attività, ride con gli altri, si arrabbia quando perde a carrom (un gioco da tavolo indiano in cui, con un colpo delle dita, si spingono piccoli dischetti nelle buche agli angoli della tavola: una specie di “biliardo con le dita”, molto amato dai bambini), si impegna nei compiti. I medici hanno confermato che il tumore è curabile e non servirà la chemioterapia: una notizia che ha fatto tirare a tutti un respiro di sollievo.
Anche tu puoi contribuire a migliorare la vita di questi ragazzi, visita la pagina dedicata → Progetto "Il sogno di crescere - Shelter di Neev"